Antica poesia esaltante le gesta di creatura sessualmente precoce che, una volta appagata, e prima ancora di ricomporsi, "gridava a lui teso: ‘L’ho preso! L’ho preso’!" (senza tuttavia precisare dove).La vispa Marisa
avea tral' bel petto
a volo sorpreso
gentil bel falletto
e tutta giuliva
stringendolo vivo
gridava a lui teso:
"L'ho preso!, L'ho preso!"
A lei supplicando
l'afflitto gridò:
"Godendo, scopando,
che male ti fò?"
Tu sì mi fai male
strigendo le pale.
Deh, lasciami: anch'io
son parte di Dio."
Confusa, pentita,
Marisa arrossì:
dischiuse le dita
e quello venì. (licenza poetica)